Come spesso accade a noi italiani alla scoperta del nostro paese, quando la Liguria mi si è distesa davanti in tutto il suo splendore il mio cuore si è sbriciolato spargendosi nel vento del golfo. Non c'è da meravigliarsi se i colori e le vedute suggestive di questo angolo di Liguria hanno ispirato poesie, versi e canzoni. Alcuni di questi esprimono al meglio l'atmosfera profumata e pungente come basilico che impregna l'aria, l'odore del mare onnipresente e la bellezza ruvida dei piccoli paesini, aggrappati alla montagna a dispetto della fisica. La città di La Spezia ti risveglia dalla dimensione poetica della costa e ti riporta alla realtà metropolitana, ma basta salire le scalinate che si diramano dal viale principale (o prendere il comodissimo ascensore) per godersela dall'alto e capire ancora una volta che il nome Golfo dei Poeti è il più azzeccato in assoluto. A prescindere che Byron vi sia davvero stato o meno.
1. Portovenere, Eugenio Montale
Là fuoresce il tritonedai flutti che lambiscono
le soglie d’un cristiano
tempio, ed ogni ora prossima
è antica. Ogni dubbiezza
si conduce per mano
come una fanciulletta amica.
Là non è chi si guardi
o stia di sé in ascolto.
Quivi sei alle origini
e decidere è stolto:
ripartirai più tardi
per assumere un volto.
e decidere è stolto:
ripartirai più tardi
per assumere un volto.
Portovenere è un gioiello incastonato nella scogliera, con la piccola chiesa di san Pietro che sembra sempre sul punto di tuffarsi in mare; l'isola Palmaria, selvaggia e verde, fa da specchio alle casette colorate che si arrampicano con fatica sui fianchi della montagna. La chiesa di San Pietro non si vede subito, arrivando per la strada che congiunge La Spezia al famoso comune. In pietra e inerpicata sulla scogliera, si confonde con la lingua di terra e roccia che sembra voler raggiungere la Palmaria, congiungendo la terra e il mare in un abbraccio.